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L’Aventino nasce sul versante nord-est del Monte Porrara, dalla confluenza delle acque del torrente Cotaio e della Sorgente denominata Capo di Fiume, nel territorio di Palena.

Percorre circa 45 km e attraversa i territori delle Terre dei Trabocchi, toccando i comuni di Lettopalena, Taranta Peligna, Colledimacine, Lama dei Peligni, Gessopalena, Civitella Messer Raimondo e Casoli.

Il fiume Aventino raccoglie diversi torrenti e fiumi tra i quali quello del Verde, noto per le sue acque utilizzate nella produzione di pasta a Fara San Martino e grazie all’intervento dell’uomo è “artefice” del Lago di Casoli. Termina la sua corsa sfociando nelle acque del Sangro, il secondo fiume in Abruzzo per lunghezza.
L’Aventino si contraddistingue per il suo carattere torrentizio, la sua è una portata che cambia in base alla stagione, quindi il periodo migliore per “navigarlo” è quello che va da aprile e si prolunga per tutta la stagione estiva.

Il lungo fiume può essere diviso in due percorsi di rafting: la parte alta, caratterizzata da un alveo più stretto, corrente più intensa e pendenza maggiore, consigliata ai più esperti, e una parte bassa dal tratto più lungo (la percorrenza è di un’ora) con sponde più distanti, livello d’acqua più basso e corrente meno incisiva, un percorso adatto a tutti e soprattutto a chi si avventura sul fiume per la prima volta.
Oltre che il rafting è possibile cimentarsi anche nel MINIRAFT (piccolo gommone a due posti), nel TUBING (discesa su camera d’aria) nel kayak e nel torrentismo.

Durante la discesa del fiume, ci si immerge completamente in una rigogliosa e incontaminata vegetazione, uno scenario di eccezionale bellezza nel quale si riesce a contemplare in silenzio lo spettacolo della natura. L’unico suono percepibile è quello dell’acqua che scorre e lentamente ci trasporta verso valle.