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Il parco nazionale della Majella, in Abruzzo, si presenta ai visitatori in uno scenario unico

Nel suo territorio infatti, imponenti bancate di roccia calcarea si alternano caratteristiche località, valloni spettacolari, immensi boschi pieni di vita e l’eccezionale ricchezza degli altipiani meglio noti come Quarti.

Istituito nel 1005, il Parco si estendo per 74.095 ettari ed è costituito dal Massiccio Montuoso della Majella, dal Porrara, dal Morrone e dai Monti Pizzi, alternati a valli ed altipiani carsici. Abbraccia 39 comuni della provincia di Chieti, de L’Aquila e di Pescara. Da sempre la Majella è stata considerata “la montagna sacra” e luogo di culto. Tra le sue rocce infatti si possono incontrare numerose testimonianze lasciate da eremiti, che qui vissero in preghiera e preferirono la difficile solitudine della montagna alla più agevole vita in comunità. Caverne, eremi e luoghi di colti della Majella raccontano una storia lunga migliaia di anni. Fu proprio in questi posti che Celestino V, definito da Dante “il Papa del gran rifiuto”, scelse per la prima volta di vivere la sua esistenza di eremita.