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Il primo rafting non si scorda mai. Una famiglia ci racconta l’emozione della prima volta all’Abruzzo Rafting.

Si parte. Sembra facile, ma farlo con gnomo di 2 anni al seguito non è un’impresa semplice. Ma ho preparato la valigie, come la più sobria e saggia delle mamme, portando abbigliamento per ogni occasione. In realtà io e myhappyfamily siamo pronti per il nostro primo fine settimana in montagna. Andiamo in una terra che amiamo molto, l’Abruzzo, in una località che non conosciamo, il parco nazionale della Majella, luogo per il quale perderemo la testa. Dunque arriviamo da Roma, dopo circa 2 ore di viaggio, tutto liscio e siamo giusto giusto in tempo per il pranzo. Paolo, responsabile di Abruzzo Rafting, sua moglie Praem, la loro piccola principessa Geneina, le due guide,  Lorenzo e Beppe, ci aspettano in un accogliente e pulitissimo ristorante: la Taverna del Lago. Io, Claudio e Samuele, il tiranno duenne, veniamo accolti da caldi sorrisi e ottimi primi piatti, l’aria di montagna è frizzantina e ci mette sano appetito. Un pranzo allegro e distensivo, immersi nella natura con una cucina casalinga di prima qualità.

Mi accorgo solo dopo un po’ di percepire il silenzio… Mi fa impressione. Finito il pranzo ci dirigiamo verso l’albergo, l’hotel Camerlengo a Fara San Martino. Un posto fuori dal mondo, soprattutto per una profana di montagna come me. Ma questo enorme massiccio che ti guarda, ti protegge e ti scruta, ti fa inesorabilmente capire che la natura è più forte di te. Mi sento piccolissima mentre faccio vedere al piccolo combinaguai in perenne movimento quanto è grande ed alta la montagna. Lui rimane basito e un po’ incredulo. Passeggiamo per lei viottole di Fara, respirando un’aria fredda ma diversa, asciutta, frizzante, che mi rimette al mondo. Mi sento ricaricata, come se avessi trovato altre energie, riavviate dall’aria abruzzese.  La mattina dopo siamo tutti pronti per Abruzzo Rafting. Si sale in macchina e dopo un po’ di tornanti che mi mettono una leggera ansia,  ma che allo stesso tempo mi tolgono il fiato per il panorama, arriviamo al fiume Aventino, immerso, of course, nel verde incontaminato. Il rumore che sento è solo quello della natura. Un rumore fatto di rumori, acqua che scorre, vento tra i rami, passi sulle foglie, un insieme, un po’ dimenticato, di suoni.

Il gruppo si prepara per la discesa di rafting mentre io e il piccolo Samu ce ne andiamo in giro per un piccolo e semplice sentiero. Lui guarda tutto, il fiume soprattutto, lo osserva, lo scruta, lo incuriosisce, ride quando l’acqua zampilla sui sassi, corre, inciampa, cade, sorride, si rialza, si sporca, ride, prende un sasso poi due poi dieci, facciamo salti, ridiamo, corriamo, guardiamo gli uccellini, ci perdiamo fra gli alberi e sorridiamo… una giornata indimenticabile. Torneremo, subito, appena il tempo sarà un po’ meno rigido, appena la primavera sboccerà, torneremo. E’ una promessa.

Io e piccolo Samu non abbiamo sperimentato l’avventura del rafting. La prossima volta saliremo sul gommone per Geneina, il percorso rafting per i più piccini. Le guide, Lorenzo e Simone, mi hanno raccontato di bambini felici, emozionati e pazze risate. Torniamo, SICURO.